giovedì 16 aprile 2009

LA VIOLENZA - di Paola Lanzon

Non c’è dubbio che non basta ignorare le cose perché queste non accadano.
La violenza esiste, è un elemento forte e presente nella nostra società, come lo è sempre stata dai tempi dei tempi.
La storia ci racconta di una violenza evidente, quella fisica, delle armi, i soldati contro i Pellerossa, le Crociate, le varie guerre che abbiamo studiato sui libri di storia o visto nei film.
Ma non ci riguardano,pensiamo, fanno parte di altre epoche; ormai quelle cose non accadono più.
Si fa fatica , in effetti a realizzare veramente, che mentre noi conduciamo la nostra vita , tesa a risolvere problemi domestici e quotidiani, il lavoro, il rapporto con il partner, le lavatrici, i figli, il traffico,la politica, ci siano altre parti di questo nostro strano mondo ancora in pieno medio evo.
Un medioevo in cui un pezzo di umanità è costretta a vivere, sempre che quella si chiami vita, solo per interessi economici, oltranzismo religioso, egoismo e indifferenza vera delle nazioni evolute,.
La gente muore e noi facciamo i summit, cerchiamo mediazioni sulle frasi e sulle parole; mentre noi parliamo muoiono esseri umani e quelli che sopravvivono sono figli di quella cultura violenta, dove prevale la forza fisica: le armi sugli uomini, gli uomini sulle donne, sui bambini, sui diversi. i gruppi sui singoli, i ricchi sui poveri.

Tutto ciò lontano da noi. Ci sarà immagino una parte del nostro cervello che ci “aiuta” a tenere tutto questo lontano, non fosse altro per il senso di impotenza drammatico che invade anche coloro che non si sentono complici di questo paradosso.

Vivere cercando di capire e di essere consapevoli è un bel compito. Forse è un buona ragione per cui vale la pena di invecchiare.

E’ necessario difendersi. Per difendersi è necessario essere consapevoli del pericolo: regola numero 1.
Un ospedale costruito su un terreno sabbioso e su una faglia, in zona 2, è un ospedale costruito da uomini che hanno deciso di non difendere gli abitanti di quella comunità. Il pericolo insegue chi lo invita, a volte.

Per le donne, invece, non è proprio così. La violenza sulle donne non ha epoca, è attuale e si declina in forme in parte diverse a seconda delle zone del mondo e delle sottoculture dominanti.
Ed e sempre la violenza dell’uomo sulla donna. La donna è oggetto di violenza in quanto donna, indipendentemente da quello che fa.

Le donne sono oggetto di violenze inaudite anche nella civilissima Europa e nella evoluta Italia; assume le forme più diverse: dalla violenza fisica, la più classica, alle percosse fino allo stupro, la violenza psicologica, le minacce, la violenza economica, che passa dalla richiesta di firma al momento dell’assunzione delle dimissioni in bianco nel caso in cui la donna rimanga incinta, a stipendi più bassi dei colleghi uomini a parità di ruolo, ai ricatti di tipo sessuale per lavorare.

Un corso di autodifesa, realizzato da una associazione di promozione sociale come la UISP, deve servire prima di tutto alle donne per rinforzare il proprio essere genere femminile in questo contesto sociale.
Deve passare dalla consapevolezza dei propri diritti, diritti che vengono protetti e sostenuti da una rete di soggetti , tra cui anche la UISP, che da sempre fanno della difesa dei diritti la loro missione principale, anche attraverso lo sport.

Questo ultimo corso nato a Imola è organizzato dalla UISP e dalla CIGL non a caso da due soggetti che si occupano di diritti dal momento della loro costituzione.
Il diritto è una parola circolare, è parte di una cultura circolare che raccoglie, rotolando tutti quei diritti primari che da sempre sono parte di una stessa trama.
E infine il corpo.
Il primo oggetto, non l’unico, della violenza sulle donne è il corpo.
Obiettivo del corso è anche quello di parlare del nostro corpo, con consapevolezza e correttezza, sciogliendo i tanti luoghi comuni sul corpo e sulle caratteristiche fisiche del corpo delle donne che la cultura predominante ci ha inculcato come fossero veri.

Paola Lanzon

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